Visitando il Guggenheim di Venezia, se c’è un quadro che incanta per la sua bellezza, per la sua forza sconvolgente è “L’impero delle luci” di Magritte. Il pittore belga, vissuto nella prima metà del Novecento, usa in questo quadro il metodo dell’ossimoro, quella figura retorica che accosta due significati opposti. Chi non conosce questo bellissimo dipinto, ad un primo sguardo può ritenerlo bellissimo ma “normale”. Ad uno sguardo più approfondito ci si accorge della forte incongruenza che rappresenta il vero soggetto del quadro: in una metà della tela è giorno, nell’altra metà è notte. In questo accostamento Magritte rappresenta un’immagine che è impensabile nella realtà ma può essere tipica dei sogni, ed infatti è ben nota l’influenza delle teorie freudiane sui pittori surrealisti, di cui Magritte fu uno dei più grandi esponenti. A proposito di questo quadro, destinato a diventare uno dei più famosi ed apprezzati dell’artista, Magritte diceva: «Nell’Impero delle luci ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un cielo notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. Il paesaggio fa pensare alla notte e il cielo al giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia.»
Ed è proprio la poesia che sconvolge lo spettatore con la sua bellezza quando, camminando per i corridoi del Guggenheim, si trova davanti a questo capolavoro del surrealismo. Vederlo all’improvviso può essere uno shock, l’effetto che produce nello spettatore è di spaesamento, proprio come era nelle intenzioni dell’artista. Hai mai visitato il Guggenheim di Venezia? Se ancora non l’hai fatto, non perdere tempo, e prenota uno dei nostri hotel a Venezia nei pressi di questo splendido museo e preparati a goderti un’esperienza senza precedenti!



























